
I cori interculturali italiani sono esperienze musicali nate dal comune desiderio di unire musica, attivismo e inclusione sociale, attraverso l’incontro fra persone di diverse nazionalità. Così dalla relazione, dall'aggregazione, dal volontariato è nata una nuova musica contemporanea grazie all'impegno di direttori e direttrici di coro che hanno messo le proprie competenze musicali al servizio dell’idea di una società̀ più̀ giusta e accogliente in cui si può stare insieme in modo creativo e non giudicante.
La rete dei cori è nata dalla curiosità e dal desiderio di condivisione stimolati attraverso le interviste svolte durante un progetto di ricerca dottorale in etnomusicologia presso l’Università di Roma Tor Vergata. L’autrice, Luciana Manca, durante la ricerca sul campo con i cori multietnici sparsi sul territorio nazionale (prevalentemente al centro-nord) ha raccolto testimonianze incredibilmente affini di impegno sociale, fra realtà corali che però non si conoscevano l’un l’altra.
Dialogando e raccontandosi le varie esperienze è sorto spontaneo da parte di direttori e coristi il desiderio di incontrarsi e il sogno di “effervescenza collettiva” (Durkheim 1995) di un Festival nazionale.
Dopo alcuni meeting online, durante il periodo della pandemia, i referenti dei 18 cori hanno inizialmente organizzato un Festival regionale dei cori emiliani, che si è tenuto a Reggio Emilia nel settembre del 2022, per poi rimboccarsi le maniche e organizzare un incontro rivolto a tutti i cori mondo-italiani.
La rete ha scelto il 2023 come l’anno deputato alla prima sperimentazione nazionale di questa iniziativa perché sente impellente la necessità di dire che adesso, più che mai, cantare insieme è uno dei più potenti strumenti utili a contribuire alla creazione di una comunità coesa e in ascolto del pensiero di ciascuno. Così come d'altronde il canto corale insegna, grazie al quale si ascolta finanche il respiro o il silenzio dell’altro.
La rete ha l’urgenza di comunicare che è necessario e bellissimo che rimangano in piedi le condizioni sociali perché la complessità della nostra società venga attentamente ascoltata per comprendere le sue contemporanee trasformazioni. Ha l’urgenza di cantare l’uomo, così come è adesso, di farne riconoscere l’intima bellezza oltre ogni passaporto, documento, origine, genere e orientamento sociale e di rendere visibile l’entusiasmo di farlo come una grande comunità.
LA RETE DEI CORI INTERCULTURALI ITALIANI ED IL SUO METODO DI LAVORO
La rete ha cominciato a dotarsi di strumenti informatici per dialogare alla pari in un processo creativo che cerca di mantenere costantemente al centro del suo interesse il binomio arte/utilità sociale, quest’ultimo irrorato generativamente dalla lungimiranza di studiosi del settore della musica orale e della migrazione.
In quest’ottica la rete si caratterizza per l’orizzontalità delle decisioni e per questo si è dotata di tavoli di lavoro, ciascuno con uno scopo.
- Il tavolo scientifico pensato per la crescita del festival a seguito dell’attento studio del contemporaneo musicale migratorio e interculturale e della musica come strumento di inclusione sociale.
- Il tavolo della direzione artistica immaginato per disegnare l’impronta artistica di ciascun progetto annuale.
- Il tavolo logistico si occuperà della fattibilità della progettualità e cercherà di essere d’aiuto nel disbrigo pratiche amministrative.
- Il tavolo della comunicazione si occuperà di rendere chiari i messaggi che il festival vuole veicolare e di dare la corretta immagine di ciò che ciascun coro rappresenta nella dimensione del sistema di accoglienza e di integrazione sociale non governativo.
La rete ha deciso che ogni biennio sarà diversa la città che ospita la manifestazione a seconda delle disponibilità dei cori appartenenti alla rete.
Nel 2023 Napoli è stata la prescelta in ragione della grande e importante attenzione che la città da sempre dedica alla musica, in ragione della forte componente multiculturale del suo tessuto cittadino, delle sue radici storiche e della presenza viva di un meraviglioso coro dai mille colori che fa parte della rete dei cori Mondo Italiani.
Nel 2025 si cambia sede scegliendo Torino per il Festival che si terrà nei giorni 26-28 settembre. (vedi pagina dedicata)
I cori appartenenti alla rete nel 2023 sono 12 e raccolgono le seguenti città:
- Napoli
- Roma
- Firenze
- Bologna
- Reggio Emilia
- Cesena (FC)
- Modena
- Milano
- Venezia
- Pordenone
- Torino
Nel 2025 la rete si è estesa a 17 cori
Per conoscere i cori partecipanti ad oggi e per i contatti diretti visita la pagina CONTATTI
Scrive Jordi Savall, grande musicista e direttore:
“i nuovi cittadini sono biblioteche viventi di culture”.
Siamo inclusivi con chiunque voglia partecipare a questo nuovo processo ri-compositivo.
BabelebaB è la metafora dell’incomprensione tra lingue diverse che, capovolta, diventa il simbolo di una felice intesa attraverso il linguaggio e gli strumenti della musica e del canto corale.
Il progetto testimonia che il canto corale è espressione e promozione di una comunità aperta e inclusiva e condividere la costruzione di una rete fra i cori e le comunità dei loro territori può aiutare a generare momenti di confronto, di crescita e condivisione fra le realtà multietniche coniugando, attraverso la musica, arte, utilità sociale e convivenza fra le diversità.